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.:L'importanza di essere grassa:.
NOTE C’era una volta una ragazza di nome Valeria. Una volta si era decisa di uscire con il
burqa, ma il passo elegante, la nobiltà del portamento non aveva provocato dei
miglioramenti. A mare era anche peggio: non poteva prendersi
l’abbronzatura, poiché ogni volta che si stendeva con il suo asciugamano sulla
spiaggia, capannelle di maschi si avvicinavano a lei, coprendole ogni spiraglio
di luce. E in acqua non poteva fare la benché minima
bracciata poiché i bagnini, pur di palpare le sue sinuose curve, ipotizzavano
nei suoi confronti le più svariate cause di annegamento al fine di salvarla; da
cosa poi? Se era ancora nel bagnasciuga? A scuola poi non riusciva a seguire nessuna
lezione, poiché ogni volta che si sedeva sul suo banco, veniva sommersa di
bigliettini d’amore dei suoi compagni. Non riusciva a godere del suo giusto riposo
nemmeno a casa, poiché il telefono squillava continuamente. Amiche approfittatrici avevano creato un
solido business vendendo il suo numero in tutta la nazione. I suoi genitori erano disperati: non
riuscivano a telefonare nemmeno ai parenti. Per poter mantenere una loro vita
privata le installarono una rete telefonica privata assoldando persino un
centralinista per smistare tutte le sue chiamate. Pensarono bene di associare quel numero alle
linee hot 166, 899, per scoraggiare quelle migliaia di maschi in calore: 5 euro
a minuto sarebbero bastati per avere un po’ di tranquillità. Invano le chiamate
continuavano senza sosta, ma i suoi genitori non erano più preoccupati: con il
ricavato erano riusciti a farsi il viaggio tanto agognato in giro per il mondo. Non un ragazzo qualsiasi, di quelli ne avrebbe
potuto avere a iosa. Bastava che uscisse di casa per averne disponibili tutti,
poteva benissimo scegliere come fanno quelle coppie di sposini con il catalogo
dei mobili, con tutta calma e tranquillità. Ma lei voleva un ragazzo che l’amasse prima
per il suo carattere e i suoi interessi poi per la sua bellezza. Voleva qualcuno con cui conversare di storia,
di manga, con cui andare al cinema per vedersi un film e non per amoreggiare. Fiduciosa, aveva provato ad uscire con
qualcuno dei suoi pretendenti. Ma fin ora aveva dubitato della capacità
linguistica di essi, poiché dopo soli 30 secondi di conversazione standard. Sei bellissima stasera Grazie, ti va di andare al museo? C’è una
mostra interessantissima sull’oro dei Longobardi! Andrei in capo al mondo accanto a te Ma non è in capo... Io ti amo, siamo una coppia perfetta… E lì scattavano i vari tentativi di bacio,
palpeggiamento, toccatine, annessi e connessi. Pareva che in quei 30 secondi avessero
concluso ogni argomento disponibile, esaurito il loro vocabolario. Valeria quindi era stufa: aveva deciso! L’unico modo per poter incontrare un uomo che
non sbavasse a priori per lei era la chat. Scartando ovviamente le chat erotiche, trovò
una in cui i ragazzi coetanei della sua città si riunivano. Scelto il nick con
poca fantasia “Valeria”, attese che qualcuno la contattasse. Ecco fatto. Un certo Nikola chiedeva di
parlare con lei. Accettò. Ciao Ciao Io mi
kiamo Nikola e tu? Valeria La ragazza dubitò sulle capacità del ragazzo,
non aveva inserito il suo nome già nel suo nick? Come
sei? Bassa,
grassa e ho pure i foruncoli… Una bugia, ma necessaria…. “Qnt 6 cessa, fai 1 favore al mondo, buttati
dalla finestra” scrisse il ragazzo per poi chiudere. Un fallimento, se avesse saputo in realtà chi
aveva rifiutato si sarebbe morso le mani. Ma non dovette perdere molto tempo
per avere un’altra chiamata. Accettò Ciao Ciao Da dv
dgt? Da
Palermo Pur’io,
ke koincidenza La chat era Palermoteen…incontro per giovani
palermitani, sarebbe stato strano fosse stata di Milano, no? Che fai
nella vita? Studio,
c provo. Nient’altro? Gioko al
kalcetto cn gli amici x divertirmi. X qst sn alto, bello e sportivo, tu? Fai
qlk sport? “No” mentì Valeria “ Sono pigra e grassa per
poterlo fare” Il ragazzo chiuse senza nemmeno salutare. Trenta tentativi falliti dopo Valeria cominciò
a dubitare della sua scelta di entrare in chat, non c’era nessuno che volesse
parlare di alcun argomento che non fosse la bellezza di colei che conversava
con lui. Scettica accettò l’ultima richiesta di
messaggio privato. Ciao Ciao Io mi chiamo Roberto Oh…non usava il linguaggio sms buon segno. Felice di fare la tua conoscenza, Valeria Ed era abbastanza sveglio da aver letto il suo
nome nel nick Cominciarono a parlare del più e del meno, ad
un certo punto la curiosità del ragazzo ebbe la meglio, facendole la domanda
fatale: “ Scusa se te lo chiedo, posso sapere come sei fisicamente? Vedi, non
mi piace chattare senza immaginarmi com’è la persona con cui scrivo.” “ Oh figurati” rispose Valeria “ sono bassa
155 cm, grassa e purtroppo combatto pure contro i foruncoli” Valeria attese l’inevitabile chiusura, ma
stranamente non avvenne… “ Grazie per l’informazione, ora comincerò a
farmi un’idea più precisa di come sei, a proposito hai visto il concerto di
domenica scorsa allo stadio?” “Non ha chiuso?!” pensò la ragazza “ Non ha
chiuso?!” continuò a pensare con insistenza. Ma come è possibile? Come? Si diede un pizzicotto per sapere se non
stesse sognando e rispose: “ No non potevo, ma ho seguito la replica in tv.” La conversazione continuò amabilmente,
parlarono di manga, di film, di scuola, di politica. Ma allora era vero! Non era una mera
invenzione mitologica di sua madre, esistevano maschi con il dono della parola.
Maschi che andavano aldilà dell’aspetto fisico. Contenta, si scambiarono l’indirizzo e-mail e
il numero di telefonino privato, quello che nessuno oltre ai suoi conosceva,
per ovvie ragioni. Diventarono ottimi amici di penna, a volte si
telefonavano. Ma non si erano scambiati ancora le foto. Il loro rapporto divenne sempre più intimo,
non si erano detti nulla di particolare ma in cuor suo Valeria pensò di essersi
innamorata. Finché non arrivò il giorno fatidico, Roberto
le domandò se avrebbe voluto incontrarsi con lui in fumetteria, erano amici da
tanto tempo ormai, perché non incontrarsi dal vivo. Valeria era tutta contenta, chissà che shock
avrebbe avuto Roberto, pensava di incontrare una ragazza come tante altre, anzi
peggio delle altre e invece… Come avrebbe reagito? Sperava di vedere la
sorpresa nei suoi occhi, vedere la reazione positiva e lì forse si sarebbero
scambiati il primo bacio. Era cotta sì, lo si vedeva a chilometri di
distanza. Uscì. Non facendo caso alle solite macchine che si
fermavano per colpa sua, ignorando le flotte di pretendenti che cercavano di
rimorchiarla, proseguì per la sua strada. Ecco la fumetteria. Entrò. Era vestito come le aveva detto, ed era pure
carino. Certo non bellissimo, ma non era quello ciò che le importava. Si avvicinò con timidezza. “ Ciao!” “Ci conosciamo?” rispose il ragazzo “ Sono Valeria!” “ Ma è impossibile!” disse, sorpreso “ Tu dovevi essere grassa!” “ Una piccola bugia per poterci concentrare su
ciò che sono e non su quello che appaio” rispose, con un po’ di malizia la
ragazza “ Ma-ma….” “Chiedo scusa, ma in genere tutti i ragazzi
che mi vedono pensano solo al mio aspetto fisico e io…” indicando il venditore
di fumetti con gli occhi fuori dalle orbite per lei “…io sono stufa di questo!
Volevo incontrare un ragazzo che mi volesse bene per il mio carattere, i miei
interessi.” Roberto non rispose, fece una faccia
disgustata e se ne andò. Valeria lo inseguì, chiedendogli scusa per
avergli mentito, non voleva, che era stata sincera in tutto, in tutto tranne
l’aspetto fisico. Non voleva prenderlo in giro. “ Allora cosa?” “ Io amo le grasse, mi piacciono, mi arrapano,
tu sei troppo magra!” detto questo se ne andò non degnandola nemmeno di uno
sguardo. Valeria rimase sconvolta, immobile, circondata
dalla solita flotta di ammiratori che la volevano consolare. Gli uomini sono tutti uguali, concluse con
amarezza. FINE
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