.:L'importanza di essere grassa:.
di Riccardo

NOTE
Il linguaggio sms viene qui utilizzato in alcuni pezzi (non troppi per fortuna) non perché lo considero degno di lode (è la prima volta che lo uso), ma per creare caratterizzazioni di personaggi e riproporre esempi di conversazioni in chat per poterci ironizzare sopra.

C’era una volta una ragazza di nome Valeria.
Era così bella che quando usciva per strada tutti i maschi si voltavano per guardarla. Pare infatti che ci fosse un aumento degli incidenti stradali nella zona in cui viveva. Moltissime furono le cause addotte: alieni, tubature difettose, anomalie radio-magnetiche. Il problema era meno grave: appena gli automobilisti la vedevano passare si scordavano di essere al volante e beandosi della sua visione si scontravano allegramente tra loro.
Valeria cercava in tutti i modi di non attrarre l’attenzione, ma pur mettendosi gli occhiali più spessi, pur indossando falsi apparecchi, pur spettinandosi alla peggio non riusciva a concludere nulla.

Una volta si era decisa di uscire con il burqa, ma il passo elegante, la nobiltà del portamento non aveva provocato dei miglioramenti.

A mare era anche peggio: non poteva prendersi l’abbronzatura, poiché ogni volta che si stendeva con il suo asciugamano sulla spiaggia, capannelle di maschi si avvicinavano a lei, coprendole ogni spiraglio di luce.

E in acqua non poteva fare la benché minima bracciata poiché i bagnini, pur di palpare le sue sinuose curve, ipotizzavano nei suoi confronti le più svariate cause di annegamento al fine di salvarla; da cosa poi? Se era ancora nel bagnasciuga?

A scuola poi non riusciva a seguire nessuna lezione, poiché ogni volta che si sedeva sul suo banco, veniva sommersa di bigliettini d’amore dei suoi compagni.

Non riusciva a godere del suo giusto riposo nemmeno a casa, poiché il telefono squillava continuamente.

Amiche approfittatrici avevano creato un solido business vendendo il suo numero in tutta la nazione.

I suoi genitori erano disperati: non riuscivano a telefonare nemmeno ai parenti. Per poter mantenere una loro vita privata le installarono una rete telefonica privata assoldando persino un centralinista per smistare tutte le sue chiamate.

Pensarono bene di associare quel numero alle linee hot 166, 899, per scoraggiare quelle migliaia di maschi in calore: 5 euro a minuto sarebbero bastati per avere un po’ di tranquillità. Invano le chiamate continuavano senza sosta, ma i suoi genitori non erano più preoccupati: con il ricavato erano riusciti a farsi il viaggio tanto agognato in giro per il mondo.
Sola in casa con la centralinista (rigorosamente donna per non avere problemi), aveva un unico desiderio: avere un ragazzo.

Non un ragazzo qualsiasi, di quelli ne avrebbe potuto avere a iosa. Bastava che uscisse di casa per averne disponibili tutti, poteva benissimo scegliere come fanno quelle coppie di sposini con il catalogo dei mobili, con tutta calma e tranquillità.

Ma lei voleva un ragazzo che l’amasse prima per il suo carattere e i suoi interessi poi per la sua bellezza.

Voleva qualcuno con cui conversare di storia, di manga, con cui andare al cinema per vedersi un film e non per amoreggiare.

Fiduciosa, aveva provato ad uscire con qualcuno dei suoi pretendenti.

Ma fin ora aveva dubitato della capacità linguistica di essi, poiché dopo soli 30 secondi di conversazione standard.

 

Sei bellissima stasera

Grazie, ti va di andare al museo? C’è una mostra interessantissima sull’oro dei Longobardi!

Andrei in capo al mondo accanto a te

Ma non è in capo...

Io ti amo, siamo una coppia perfetta…

 

E lì scattavano i vari tentativi di bacio, palpeggiamento, toccatine, annessi e connessi.

Pareva che in quei 30 secondi avessero concluso ogni argomento disponibile, esaurito il loro vocabolario.

Valeria quindi era stufa: aveva deciso!

L’unico modo per poter incontrare un uomo che non sbavasse a priori per lei era la chat.

Scartando ovviamente le chat erotiche, trovò una in cui i ragazzi coetanei della sua città si riunivano. Scelto il nick con poca fantasia “Valeria”, attese che qualcuno la contattasse.

Ecco fatto. Un certo Nikola chiedeva di parlare con lei.

Accettò.

 

Ciao

Ciao

Io mi kiamo Nikola e tu?

Valeria

 

La ragazza dubitò sulle capacità del ragazzo, non aveva inserito il suo nome già nel suo nick?

 

Come sei?

Bassa, grassa e ho pure i foruncoli…

 

Una bugia, ma necessaria….

“Qnt 6 cessa, fai 1 favore al mondo, buttati dalla finestra” scrisse il ragazzo per poi chiudere.

Un fallimento, se avesse saputo in realtà chi aveva rifiutato si sarebbe morso le mani. Ma non dovette perdere molto tempo per avere un’altra chiamata.

Accettò

 

Ciao

Ciao

Da dv dgt?

Da Palermo

Pur’io, ke koincidenza

 

La chat era Palermoteen…incontro per giovani palermitani, sarebbe stato strano fosse stata di Milano, no?

 

Che fai nella vita?

Studio, c provo.

Nient’altro?

Gioko al kalcetto cn gli amici x divertirmi. X qst sn alto, bello e sportivo, tu? Fai qlk sport?

 

“No” mentì Valeria “ Sono pigra e grassa per poterlo fare”

Il ragazzo chiuse senza nemmeno salutare.

Trenta tentativi falliti dopo Valeria cominciò a dubitare della sua scelta di entrare in chat, non c’era nessuno che volesse parlare di alcun argomento che non fosse la bellezza di colei che conversava con lui.

Scettica accettò l’ultima richiesta di messaggio privato.

 

Ciao

Ciao

Io mi chiamo Roberto

 

Oh…non usava il linguaggio sms buon segno.

 

Felice di fare la tua conoscenza, Valeria

 

Ed era abbastanza sveglio da aver letto il suo nome nel nick

Cominciarono a parlare del più e del meno, ad un certo punto la curiosità del ragazzo ebbe la meglio, facendole la domanda fatale: “ Scusa se te lo chiedo, posso sapere come sei fisicamente? Vedi, non mi piace chattare senza immaginarmi com’è la persona con cui scrivo.”

“ Oh figurati” rispose Valeria “ sono bassa 155 cm, grassa e purtroppo combatto pure contro i foruncoli”

Valeria attese l’inevitabile chiusura, ma stranamente non avvenne…

“ Grazie per l’informazione, ora comincerò a farmi un’idea più precisa di come sei, a proposito hai visto il concerto di domenica scorsa allo stadio?”

 

“Non ha chiuso?!” pensò la ragazza “ Non ha chiuso?!” continuò a pensare con insistenza. Ma come è possibile? Come?

Si diede un pizzicotto per sapere se non stesse sognando e rispose: “ No non potevo, ma ho seguito la replica in tv.”

La conversazione continuò amabilmente, parlarono di manga, di film, di scuola, di politica.

Ma allora era vero! Non era una mera invenzione mitologica di sua madre, esistevano maschi con il dono della parola. Maschi che andavano aldilà dell’aspetto fisico.

Contenta, si scambiarono l’indirizzo e-mail e il numero di telefonino privato, quello che nessuno oltre ai suoi conosceva, per ovvie ragioni.

Diventarono ottimi amici di penna, a volte si telefonavano. Ma non si erano scambiati ancora le foto.

Il loro rapporto divenne sempre più intimo, non si erano detti nulla di particolare ma in cuor suo Valeria pensò di essersi innamorata.

Finché non arrivò il giorno fatidico, Roberto le domandò se avrebbe voluto incontrarsi con lui in fumetteria, erano amici da tanto tempo ormai, perché non incontrarsi dal vivo.

Valeria era tutta contenta, chissà che shock avrebbe avuto Roberto, pensava di incontrare una ragazza come tante altre, anzi peggio delle altre e invece…

Come avrebbe reagito? Sperava di vedere la sorpresa nei suoi occhi, vedere la reazione positiva e lì forse si sarebbero scambiati il primo bacio.

Era cotta sì, lo si vedeva a chilometri di distanza.

Uscì.

Non facendo caso alle solite macchine che si fermavano per colpa sua, ignorando le flotte di pretendenti che cercavano di rimorchiarla, proseguì per la sua strada.

Ecco la fumetteria.

Entrò.

Era vestito come le aveva detto, ed era pure carino. Certo non bellissimo, ma non era quello ciò che le importava.

Si avvicinò con timidezza.

 

“ Ciao!”

“Ci conosciamo?” rispose il ragazzo

“ Sono Valeria!”

“ Ma è impossibile!”  disse, sorpreso “ Tu dovevi essere grassa!”

“ Una piccola bugia per poterci concentrare su ciò che sono e non su quello che appaio” rispose, con un po’ di malizia la ragazza

“ Ma-ma….”

“Chiedo scusa, ma in genere tutti i ragazzi che mi vedono pensano solo al mio aspetto fisico e io…” indicando il venditore di fumetti con gli occhi fuori dalle orbite per lei “…io sono stufa di questo! Volevo incontrare un ragazzo che mi volesse bene per il mio carattere, i miei interessi.”

 

Roberto non rispose, fece una faccia disgustata e se ne andò.

Valeria lo inseguì, chiedendogli scusa per avergli mentito, non voleva, che era stata sincera in tutto, in tutto tranne l’aspetto fisico. Non voleva prenderlo in giro.


” Non è questo!” rispose sprezzante Roberto.

“ Allora cosa?”

“ Io amo le grasse, mi piacciono, mi arrapano, tu sei troppo magra!” detto questo se ne andò non degnandola nemmeno di uno sguardo.

Valeria rimase sconvolta, immobile, circondata dalla solita flotta di ammiratori che la volevano consolare.

Gli uomini sono tutti uguali, concluse con amarezza.

 

 

FINE