.:Il Tesoro di Country Road:.
di Mir86
Squalificata per plagio

 

La storia in questione è stata esclusa dal concorso perché, dopo attenta analisi (e ne approfittiamo per scusarci dei tempi lunghi che questa ha comportato), è stata giudicata plagio di una storia firmata da un mangaka giapponese professionista, Eiichiro Oda, famoso per essere l’autore della fortunata serie di One Piece. In particolare, la storia di Oda che, secondo la giuria, Mir ha copiato si chiama Monsters ed è contenuta nel volumetto di One Piece edito dalla Star Comics e intitolato One Piece Wanted, uscito nel settembre 2003 nel numero 112 della rivista Young.

 

Come molti utenti del forum, dopo aver letto Il tesoro di Country Road, hanno notato, le analogie stilistiche tra la storia di Mir e One Piece erano piuttosto marcate. La storia è stata fatta passare perché nessuno dei giurati conosceva a fondo la serie in questione, e simili somiglianze erano state ritenute dovute ad un semplice utilizzo di medesimi topoi. In seguito ad una segnalazione particolarmente accurata, la giuria è stata avvisata di similitudini che non erano da imputarsi ad un mero ricorso ad un determinato stile, ma ad un’ispirazione piuttosto netta alla serie di Oda.

A non convincere del tutto, in particolare, erano il passo della storia in cui Bones, il cow boy protagonista, metteva un cappello sulla testa di una ragazzina piangente, e il colpo di scena finale in cui si scopre che Marwen Mavek – falso benefattore della suddetta ragazza – in realtà era un bandito, e che l’aveva sopportata solo per interesse, reprimendo a stento il desiderio di ucciderla. Oltretutto, la figura di Mavek (abilissimo spadaccino ex cacciatore di taglie) ricordava da vicinissimo Zoro, personaggio che fa appunto parte della saga di One Piece. Tanto per essere chiari e trasparenti fino in fondo, riportiamo qui sotto spezzoni della storia di Mir e l’equivalente tavola di One Piece.

 

«Da dietro la casa Celia aveva ascoltato tutto. Si tocco’ il petto, cercando in tutti i modi di trattenere le lacrime, ma quello che aveva sentito la stava distruggendo piano a piano. Con le mani si copri’ la bocca, dando in un pianto soffocato. Si sentiva umiliata e delusa. Voleva assolutamente urlare dalla tristezza, ma sapeva che in quel momento non poteva. Non le restava che un pianto solitario.

In quel preciso istante udì dei passi. Si volto’ lentamente con le lacrime agli occhi. Aveva di fronte il giovane Bones. Fra i due non ci furono spiegazioni. Il cowboy udì le risate dei banditi e fra quelle riconobbe Mavek. Si avvicino’ alla ragazza, si tolse il suo cappello da cowboy e glielo mise in testa.

“Non piangere piu!” esclamo’ serio.”»

 


 

«Mavek rispose sorridendo: “Proprio così! Rimasta intatta dopo due anni. La copertura ha funzionato bene!”.

“Sicuro non ci sia nessuno?”.

“Stai tranquillo! Ho passati giorni orribili qua dentro. C’era una ragazza scocciante che parlava sempre con me…! Ho dovuto reggere il gioco sino al vostro arrivo. Non ce la facevo piu’. Sai quante volte ho avuto la voglia di ucciderla a sangue freddo? Per un anno intero ho dovuto reprimere questo mio bruciante desiderio!”.»

 

http://concorsifiction.altervista.org/originali/plagio/kuro.JPG

 

Ma in realtà la questione era molto più controversa di quanto non si credesse. Approfittando della conoscenza di un parentado più esperto riguardo alle pubblicazioni di Oda, abbiamo scoperto che nel volumetto di One Piece citato qui sopra era contenuta una storia che ricalcava la trama di Mir nei suoi passi fondamentali, tanto che era possibile fare di entrambe un riassunto usando le stesse parole e modificando veramente pochissimi dettagli. La storia in questione è, appunto, Monsters.

Confrontiamo insieme i due riassunti. Il primo è quello della storia di Mir, Il tesoro di Country Road:

 

La scena si apre in un saloon di una città del west di nome Country Road. Una ragazza, Celia, si appresta a servire un baffetto rinomato: si tratta di Mavek Marwen, un abilissimo spadaccino ex cacciatore di taglie che è diventato il benefattore della città. E di Celia, in particolar modo: qualche anno prima, infatti, quando Country Road era stata attaccata dalla banda dei fratelli Derry, Celia era rimasta orfana. Era stato Mavek a prenderla sotto la sua protezione e a darle il denaro per aprire quel saloon.
I due parlano amabilmente quando entra un losco figuro. Sembra che il duello sia imminente, ma il tizio vuole solo mangiare. Celia, impietosita, gli offre del cibo. Tutto sembra a posto fino a che il tizio, di nome Bones, se ne va rifiutandosi di ringraziare Celia per il pasto. Questo manda su tutte le furie Mavek, che lo sfida. Con abile mossa trancia la pistola di Bones e gli dà così una sonora lezione, vincendo lo scontro.
Bones va dal fabbro della città, per farsi aggiustare la pistola, e si fa raccontare la storia di Country Road. Qualche anno prima, la città era stata attaccata dalla banda dei fratelli Derry che, dopo aver rapinato la banca, avevano avuto uno scontro coi governativi. Jim Derry, uno dei memebri, era stato ferito, ma né lui né la refurtiva erano mai stati trovati.
Proprio a quel punto arriva la voce che i Derry sono tornati e vogliono attaccare la città. Nel fuggi fuggi generale Bones viene a sapere che l'unica pazza che non ha lasciato la città è Celia. Ha saputo che Mavek vuole fermare da solo i banditi e vuole impedirgli di fare quella pazzia. Bones la va a cercare, ma quando arriva è troppo tardi: Celia ha già visto che in realtà Mavek è proprio Jim Derry, che è stato lui a causare la morte dei suoi e che, anzi, avrebbe voluto uccidere anche lei, solo che gli faceva comodo essere creduto un benefattore.
Bones consola la ragazzina, scoppiata a piangere, e poi dà una sonora lezione al cattivo, per poi allontanarsi dopo aver salvato la città. Solo in un secondo tempo si scopre che lui è Bones, il cow boy venuto dall'inferno, su cui pende una taglia di otto milioni di dollari.

 

Questo è il riassunto della storia di Eiichiro Oda, Monsters:

 

La scena si apre in un locale di una città non meglio identificata. Una ragazza, Flea, si appresta a servire un baffetto rinomato: si tratta di Cirano, un abilissimo spadaccino che è il suo benefattore: qualche anno prima, infatti, quando i villaggi vicini erano stati attaccati da un dragone, Flea era rimasta orfana. Era stato Cirano a salvarla.
I due parlano amabilmente quando alla finestra compare un morto di fame che mendica del cibo. Flea, impietosita, gliene offre, e in cambio il tizio, un samurai di nome Ryuma, si offre di ricambiarle il favore. Tutto sembra a posto fino a che Cirano, uscendo, urta per sbaglio il fodero della spada di Ryuma. Questo pensa sia un gesto di sfida, e lo esorta a duellare. Con abile mossa, Cirano punta la spada alla gola di Ryuma e gli dà così una sonora lezione, vincendo lo scontro.
Rimasto nel locale, Ryuma si fa raccontare la storia della città da un cameriere. Anni prima i villaggi vicini erano stati presi di mira da un feroce dragone, che li aveva inceneriti. Gli unici superstiti erano stati Flea e Cirano, che l'aveva strappata alle fiamme.
Uscito dal locale, Ryuma viene accusato da un losco figuro di volergli rubare un aggeggio definito "corno del dragone". Il tizio ci soffia dentro e chiama la bestia. I cittadini, a quel punto, se la danno a gambe terrorizzati.
Nel fuggi fuggi generale Ryuma viene a sapere che l'unica pazza che non ha lasciato la città è Flea. Ha saputo che Cirano vuole fermare da solo il dragone e vuole impedirgli di fare quella pazzia. Ryuma cerca di fermarla, ma è troppo tardi: Flea scopre che in realtà Cirano è in combutta col tizio del corno, che è il padrone del dragone, che è stato lui a causare la morte dei suoi e che, anzi, l'ha salvata solo perché gli faceva comodo essere creduto un benefattore.
Flea torna a casa a piangere, aspettando la morte: Ryuma, invece dà una sonora lezione al cattivo e al dragone, per poi allontanarsi dopo aver salvato la città. Solo in un secondo tempo si scopre che lui è The King, il leggendario spadaccino che incarna l'essenza stessa del vero guerriero.

 

Come vedete, le trame hanno minime differenze, in parte dovute all’ambientazione, in parte dovute a lievi differenze di caratterizzazione del personaggio di Bones. Mentre Ryuma ha un carattere più scherzoso, e quindi la storia di Oda ha un gusto più leggero, il personaggio di Mir è più ombroso, e il tono della one shot ne risente di conseguenza. Ma, nella sua costruzione, la storia di Mir ricalca le stesse impronte di quella di Oda.

  1. esordio della narrazione in un locale, presentando una cameriera che serve un rinomato spadaccino che, anni prima, le aveva salvato la vita;

  2. arrivo del protagonista, che mendica cibo;

  3. scontro preliminare tra il protagonista e lo spadaccino, che si conclude col protagonista scornato;

  4. narrazione degli eventi catastrofici della città per bocca di terzi;

  5. arrivo del pericolo con conseguente abbandono della città;

  6. annuncio da parte dello spadaccino di voler affrontare il nemico da solo;

  7. preoccupazione della ragazza che cerca di fermarlo e scopre così che lo spadaccino è in realtà un bandito;

  8. vendetta perpetrata dall’eroe, accorso;

  9. chiusura con la scoperta dell’identità dell’eroe, che è un vero e proprio pezzo da novanta, ma solo quando quest’ultimo se ne è andato.

 

Anche considerando che il genere western chiama dei topoi (per esempio, il fatto che la storia preveda un saloon non è così strano, come non è strano che l’eroe sia un cow boy leggendario), il resto è troppo identico per non farci credere in un plagio. Non si può invocare la buona fede: le storie sono praticamente uguali. Quindi o Mir è dotato di poteri particolari ed è riuscito ad arrivare alla stessa trama scritta tempo prima da Oda senza averlo letto, oppure – caso più logico e verosimile – Mir ha effettivamente letto la storia di Oda e ha deciso di usarla come base.

Questo ci ha portato alla decisione di escluderla dal concorso e di toglierne il testo, sostituendolo con questo scritto. Prima di tutto perché erano dovute delle spiegazioni anche ai lettori che fossero approdati qui. In secondo luogo, perché contro il plagio è giusto usare la linea dura. Cancellare il prodotto di un plagio e basta è fare il gioco del plagiatore. Facendo passare questi comportamenti sotto silenzio, li si favorisce. Questo è inaccettabile per un archivio serio. Il modo per opporsi al plagio è farlo notare pubblicamente. Per questo motivo, rimarrà aperto anche il topic di discussione sul forum, a cui  - ovviamente – Mir può tranquillamente accedere per eventuali repliche o risposte.

Dal momento che Mir, però, sostiene di non aver mai letto la storia di Oda, riporto qui di seguito anche le debite scanlation, a dimostrazione che nessuno, nella giuria, è stato in malafede.

Le conclusioni alla coscienza di ognuno di voi.

 

Il locale in questione era un posto pieno di vita. La gente brindava e mangiava in allegria mentre un uomo con il cilindro suonava sorridente il pianoforte. Una ragazza uscì dalla porta della cucina e raggiunse velocemente uno dei tanti tavoli.

“Ecco a voi, signor Marwen!” disse con voce squillante e servendo la pietanza.

Un uomo dai baffi folti e viso rude e gioviale allo stesso tempo ricambio’ il sorriso.

“Molte grazie, Celia. Perche’ non ti siedi con me?”.

“Non posso assolutamente! Devo portare avanti il locale. Mio fratello non ce la fa da solo”.

“Mi dispiace molto”. Passo’ il suo sguardo indagatore su tutto il corpo della giovane ragazza. “Sei cresciuta molto, eh? Stai diventando sempre piu’ bella”.

La ragazza arrossì vistosamente, poi disse: “Grazie, signore. A proposito…”. Fece scorrere la mano destra fra i lunghi capelli color oro. “Volevo ringraziarvi ancora per…”.

“Non devi assolutamente ringraziarmi. E’ stato solo un dovere!” interruppe l’uomo dai baffi folti.
[...]

Da una prima occhiata poteva sembrare una persona ridicola, ma tutti conoscevano il leggendario Marwen Mavek, uno dei piu’ grandi spadaccini del mondo. Si era fatto un nome come cacciatore di taglie, e dopo aver racimolato una buona cifra era diventato famoso come gentiluomo e benefattore. Tutti lo apprezzavano a Country Road.

Si guardo’ attorno come incuriosito.

“E dimmi, Celia… come va il locale?” chiese quasi timidamente.

“Ma, signore… e’ da un quasi un anno che non vi fate vedere e vi preoccupate del locale? Pensavo vi interessaste di piu’ a me!”. La ragazza arrossì nuovamente.

“Scusa! Hai ragione, ma…”.

In quel preciso istante la porta del saloon si aprì. Il cowboy misterioso con addosso il mantello indiano aveva fatto il suo ingresso. 
[...]

“Qualche problema, straniero?” chiese Mavek con tono duro.

Ci fu ancora silenzio, poi un rumore. Lo stomaco del cowboy si mise a brontolare rumorosamente, rimbombando per tutto il locale.

“Ho fame…!” disse, toccandosi lo stomaco dolorante.

Un clima di delusione scese nel saloon. I clienti ci rimasero di sasso, spalancando la bocca, e lo stesso fece Mavek non credendo alle sue orecchie.

 

Monsters, pag.2

 

Mavek tese la spada contro il giovane, ed urlo’: “Se hai il coraggio che tanto dimostri, allora sfidami!”.

“Tu non mi conosci, e ti consiglio di non sfidarmi” disse Bones, continuando a dare le spalle a Mavek.

“Come sospettavo…! Sei solo un codardo! Solo un tipo come te puo’ uscire di qua senza ringraziare!”.

Bones si volto’ di scatto, afferro’ la sua pistola e la punto’ contro l’avversario, ma non ebbe il tempo di sparare che la canna dell’arma da fuoco venne divisa in due da un veloce fendente. Mavek aveva mostrato a tutti la sua abilita’ innata. Si mosse come un fulmine contro Bones, lo mise a terra con una decisa spallata e conficco’ la lama della spada nel pavimento in legno, sfiorando di pochi millimetri la guancia sinistra del cowboy.

“Ora hai capito con chi hai a che fare, vero?” disse Mavek, sorridendo.

“Signor… Signor Marwen… io…”. Celia trattenne a stento le lacrime.

“Una persona che fa piangere una ragazza e’ un vero mostro!” disse in tono solenne lo spadaccino, rimettendo la sua arma nel fodero. “Io difendero’ l’onore della signorina Celia, anche a costo della vita. Lei e’ come un tesoro, e questo locale lo e’ per lei… come lo e’ per me!”.

Bones sussulto’ leggermente, rimanendo a terra. Si mise ad osservare il soffitto sporco… osservava e pensava… pensava ed osservava. Faceva sempre così quando qualcosa di interessante gli entrava in testa.


Monsters, pag.6

“Tu credi, eh…?”. Bones osservo’ attentamente la vecchia taglia dello scomparso Jim, poi chiese: “E cosa mi sai dire di Marwen Mavek?”.

“Ecco fatto! Ho finito!” esclamo’ soddisfatto Brad, mettendo la pistola sul bancone. Si gratto’ il mento rugoso, alzando gli occhi al cielo. “Marwen lo spadaccino? So che da molti anni esercita la professione di cacciatore di taglie, ma e’ da un anno che ha abbandonato dedicandosi alla beneficenza. Con i soldi che ha guadagnato e’ riuscito a fare molto. Pensa che ha acquistato un casolare e lo ha offerto ad una giovane orfana. Hai presente il saloon della giovane Celia?”.

Bones mise la pistola nella fondina. Le parole del vecchio lo sorpresero non poco.

“Vuoi dire che la giovane locandiera e’ stata aiutata da Mavek?”.

“Proprio così!” rispose Brad pulendosi le mani sporche di grasso. “A causa dell’agguato dei fratelli Derry i genitori di Celia e suo fratello sono morti, ma Mavek ha acquistato loro il casolare trasformandolo in un bel saloon molto frequentato. Celia ed il fratello devono molto a Marwen Mavek!”.

“Ora capisco… Ecco perche’ tanta riverenza!”.

 

Monsters, pag.8
Monsters, pag.9
Monsters, pag.10

 

Improvvisamente un uomo entro’ nel negozio, urlando: “La banda Derry! E’ tornata! Presto, Brad! Dobbiamo fuggire!”.

“Che cosa?!.

Il vecchio prese velocemente le sue cose, raggiungendo l’uscita del suo negozio. Bones chiese della giovane Celia.

“Non e’ voluta venire con nessuno! Voleva assolutamente cercare Mavek, che ha intenzione di salvare la citta’ dai Derry!”.

Bones uscì lesto e imbocco’ una delle vie principali. Doveva fare in tempo.
”Quella maledetta stupida! Ed ora dove diavolo si sara’ cacciata?!”.

 

Monsters, pag. 15
Monsters, pag. 18
Monsters, pag.19
Monsters, pag.20
Monsters, pag. 22

 

Celia correva come una matta alla ricerca di Marwen Mavek. Doveva assolutamente trovarlo e costringerlo ad abbandonare quella pazza impresa. Teneva molto al suo benefattore, e mai lo avrebbe abbandonato. Aveva preso la decisione di essere sempre al suo fianco dal giorno in cui lo conobbe. La ragazza si fermo’ prendendo fiato ed udì le urla dei banditi. Erano arrivati! Capi’ che non era assolutamente il momento di riposarsi e torno’ a correre. In pochi secondi imbocco’ la strada che l’avrebbe portata alla sua locanda, ma qualcosa la fermo’. Di fronte al saloon l’intera Banda Derry era ferma e stava accerchiando qualcuno. Celia li calcolo’ velocemente: erano circa venti cavalli, gli uomini erano scesi, ma si stavano allargando per far passare due uomini. La ragazza non riuscì a credere ai suoi occhi. Assieme a Frank Derry vi era anche Marwen Mavek. I due stavano discutendo animatamente.

“Sono contento di rivederti, caro fratellino!” disse Frank. “Come sono stati questi due anni?”.

“Un vero inferno! Vedo che la banda e’ diminuita”.

 

Monsters, pag.24
Monsters, pag.25

 

“La locanda e’ questa?” domando’ il bandito.

Mavek rispose sorridendo: “Proprio così! Rimasta intatta dopo due anni. La copertura ha funzionato bene!”.

“Sicuro non ci sia nessuno?”.

“Stai tranquillo! Ho passati giorni orribili qua dentro. C’era una ragazza scocciante che parlava sempre con me…! Ho dovuto reggere il gioco sino al vostro arrivo. Non ce la facevo piu’. Sai quante volte ho avuto la voglia di ucciderla a sangue freddo? Per un anno intero ho dovuto reprimere questo mio bruciante desiderio!”.

 

Monsters, pag.31

 

 

I governativi arrivarono nella tarda giornata, dopo che i cittadini di Country Road rinchiusero in una cella Jim Derry. Fu ritrovata la refurtiva, ma nessuno riuscì a capire chi fosse stato a salvare la citta’. Fu ritrovato solo un avviso di taglia appallottolato sullo stomaco di Jim Derry. L’avviso riguardava Bones J. Stone, il bandito da otto milioni di dollari ricercato in tutti gli Stati Uniti. Il famoso cowboy venuto dall’inferno…

 

Monsters, pag. 44

 

La Giuria del Concorso