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.:Il Tesoro di Country Road:.
La
storia in questione è stata esclusa dal concorso perché, dopo attenta
analisi (e ne approfittiamo per scusarci dei tempi lunghi che questa ha
comportato), è stata giudicata plagio di una storia firmata da un
mangaka giapponese professionista, Eiichiro Oda, famoso per
essere l’autore della fortunata serie di One Piece. In
particolare, la storia di Oda che, secondo la giuria, Mir ha copiato si
chiama Monsters ed è contenuta nel volumetto di One Piece edito
dalla Star Comics e intitolato One Piece Wanted, uscito nel
settembre 2003 nel numero 112 della rivista Young. Come
molti utenti del forum, dopo aver letto Il tesoro di Country Road,
hanno notato, le analogie stilistiche tra la storia di Mir e One Piece
erano piuttosto marcate. La storia è stata fatta passare perché
nessuno dei giurati conosceva a fondo la serie in questione, e simili
somiglianze erano state ritenute dovute ad un semplice utilizzo di
medesimi topoi. In seguito ad una segnalazione particolarmente accurata,
la giuria è stata avvisata di similitudini che non erano da imputarsi
ad un mero ricorso ad un determinato stile, ma ad un’ispirazione
piuttosto netta alla serie di Oda. A
non convincere del tutto, in particolare, erano il passo della storia in
cui Bones, il cow boy protagonista, metteva un cappello sulla testa di
una ragazzina piangente, e il colpo di scena finale in cui si scopre che
Marwen Mavek – falso benefattore della suddetta ragazza – in realtà
era un bandito, e che l’aveva sopportata solo per interesse,
reprimendo a stento il desiderio di ucciderla. Oltretutto, la figura di
Mavek (abilissimo spadaccino ex cacciatore di taglie) ricordava da
vicinissimo Zoro, personaggio che fa appunto parte della saga di One
Piece. Tanto per essere chiari e trasparenti fino in fondo, riportiamo
qui sotto spezzoni della storia di Mir e l’equivalente tavola di One
Piece. «Da
dietro la casa Celia aveva ascoltato tutto. Si tocco’ il petto,
cercando in tutti i modi di trattenere le lacrime, ma quello che aveva
sentito la stava distruggendo piano a piano. Con le mani si copri’ la
bocca, dando in un pianto soffocato. Si sentiva umiliata e delusa.
Voleva assolutamente urlare dalla tristezza, ma sapeva che in quel
momento non poteva. Non le restava che un pianto solitario. In
quel preciso istante udì dei passi. Si volto’ lentamente con le
lacrime agli occhi. Aveva di fronte il giovane Bones. Fra i due non ci
furono spiegazioni. Il cowboy udì le risate dei banditi e fra quelle
riconobbe Mavek. Si avvicino’ alla ragazza, si tolse il suo cappello
da cowboy e glielo mise in testa. “Non
piangere piu!” esclamo’ serio.”»
«Mavek
rispose sorridendo: “Proprio così! Rimasta intatta dopo due anni. La
copertura ha funzionato bene!”. “Sicuro
non ci sia nessuno?”. “Stai
tranquillo! Ho passati giorni orribili qua dentro. C’era una ragazza
scocciante che parlava sempre con me…! Ho dovuto reggere il gioco sino
al vostro arrivo. Non ce la facevo piu’. Sai quante volte ho avuto la
voglia di ucciderla a sangue freddo? Per un anno intero ho dovuto
reprimere questo mio bruciante desiderio!”.» http://concorsifiction.altervista.org/originali/plagio/kuro.JPG Ma in realtà la questione era molto più
controversa di quanto non si credesse. Approfittando della conoscenza di
un parentado più esperto riguardo alle pubblicazioni di Oda, abbiamo
scoperto che nel volumetto di One Piece citato qui sopra era contenuta
una storia che ricalcava la trama di Mir nei suoi passi fondamentali,
tanto che era possibile fare di entrambe un riassunto usando le stesse
parole e modificando veramente pochissimi dettagli. La storia in
questione è, appunto, Monsters. Confrontiamo insieme i due riassunti. Il primo
è quello della storia di Mir, Il tesoro di Country Road: La
scena si apre in un saloon di una città del west di nome Country Road.
Una ragazza, Celia, si appresta a servire un baffetto rinomato: si
tratta di Mavek Marwen, un abilissimo spadaccino ex cacciatore di taglie
che è diventato il benefattore della città. E di Celia, in particolar
modo: qualche anno prima, infatti, quando Country Road era stata
attaccata dalla banda dei fratelli Derry, Celia era rimasta orfana. Era
stato Mavek a prenderla sotto la sua protezione e a darle il denaro per
aprire quel saloon. Questo
è il riassunto della storia di Eiichiro Oda, Monsters: La
scena si apre in un locale di una città non meglio identificata. Una
ragazza, Flea, si appresta a servire un baffetto rinomato: si tratta di
Cirano, un abilissimo spadaccino che è il suo benefattore: qualche anno
prima, infatti, quando i villaggi vicini erano stati attaccati da un
dragone, Flea era rimasta orfana. Era stato Cirano a salvarla. Come
vedete, le trame hanno minime differenze, in parte dovute
all’ambientazione, in parte dovute a lievi differenze di
caratterizzazione del personaggio di Bones. Mentre Ryuma ha un carattere
più scherzoso, e quindi la storia di Oda ha un gusto più leggero, il
personaggio di Mir è più ombroso, e il tono della one shot ne risente
di conseguenza. Ma, nella sua costruzione, la storia di Mir ricalca le
stesse impronte di quella di Oda.
Anche
considerando che il genere western chiama dei topoi (per esempio, il
fatto che la storia preveda un saloon non è così strano, come non è
strano che l’eroe sia un cow boy leggendario), il resto è troppo
identico per non farci credere in un plagio. Non si può invocare la
buona fede: le storie sono praticamente uguali. Quindi o Mir è dotato
di poteri particolari ed è riuscito ad arrivare alla stessa trama
scritta tempo prima da Oda senza averlo letto, oppure – caso più
logico e verosimile – Mir ha effettivamente letto la storia di Oda e
ha deciso di usarla come base. Questo
ci ha portato alla decisione di escluderla dal concorso e di toglierne
il testo, sostituendolo con questo scritto. Prima di tutto perché erano
dovute delle spiegazioni anche ai lettori che fossero approdati qui. In
secondo luogo, perché contro il plagio è giusto usare la linea dura.
Cancellare il prodotto di un plagio e basta è fare il gioco del
plagiatore. Facendo passare questi comportamenti sotto silenzio, li si
favorisce. Questo è inaccettabile per un archivio serio. Il modo per
opporsi al plagio è farlo notare pubblicamente. Per questo motivo,
rimarrà aperto anche il topic di discussione sul forum, a cui
- ovviamente – Mir può tranquillamente accedere per eventuali
repliche o risposte. Dal
momento che Mir, però, sostiene di non aver mai letto la storia di Oda,
riporto qui di seguito anche le debite scanlation, a dimostrazione che
nessuno, nella giuria, è stato in malafede. Le
conclusioni alla coscienza di ognuno di voi. Il
locale in questione era un posto pieno di vita. La gente brindava e
mangiava in allegria mentre un uomo con il cilindro suonava sorridente
il pianoforte. Una ragazza uscì dalla porta della cucina e raggiunse
velocemente uno dei tanti tavoli. “Ecco
a voi, signor Marwen!” disse con voce squillante e servendo la
pietanza. Un
uomo dai baffi folti e viso rude e gioviale allo stesso tempo
ricambio’ il sorriso. “Molte
grazie, Celia. Perche’ non ti siedi con me?”. “Non
posso assolutamente! Devo portare avanti il locale. Mio fratello non ce
la fa da solo”. “Mi
dispiace molto”. Passo’ il suo sguardo indagatore su tutto il corpo
della giovane ragazza. “Sei cresciuta molto, eh? Stai diventando
sempre piu’ bella”. La
ragazza arrossì vistosamente, poi disse: “Grazie, signore. A
proposito…”. Fece scorrere la mano destra fra i lunghi capelli color
oro. “Volevo ringraziarvi ancora per…”. “Non
devi assolutamente ringraziarmi. E’ stato solo un dovere!”
interruppe l’uomo dai baffi folti. Da
una prima occhiata poteva sembrare una persona ridicola, ma tutti
conoscevano il leggendario Marwen Mavek, uno dei piu’ grandi
spadaccini del mondo. Si era fatto un nome come cacciatore di taglie, e
dopo aver racimolato una buona cifra era diventato famoso come
gentiluomo e benefattore. Tutti lo apprezzavano a Country Road. Si
guardo’ attorno come incuriosito. “E
dimmi, Celia… come va il locale?” chiese quasi timidamente. “Ma,
signore… e’ da un quasi un anno che non vi fate vedere e vi
preoccupate del locale? Pensavo vi interessaste di piu’ a me!”. La
ragazza arrossì nuovamente. “Scusa!
Hai ragione, ma…”. In
quel preciso istante la porta del saloon si aprì. Il cowboy misterioso
con addosso il mantello indiano aveva fatto il suo ingresso. “Qualche
problema, straniero?” chiese Mavek con tono duro. Ci
fu ancora silenzio, poi un rumore. Lo stomaco del cowboy si mise a
brontolare rumorosamente, rimbombando per tutto il locale. “Ho
fame…!” disse, toccandosi lo stomaco dolorante. Un
clima di delusione scese nel saloon. I clienti ci rimasero di sasso,
spalancando la bocca, e lo stesso fece Mavek non credendo alle sue
orecchie. Mavek
tese la spada contro il giovane, ed urlo’: “Se hai il coraggio che
tanto dimostri, allora sfidami!”. “Tu
non mi conosci, e ti consiglio di non sfidarmi” disse Bones,
continuando a dare le spalle a Mavek. “Come
sospettavo…! Sei solo un codardo! Solo un tipo come te puo’ uscire
di qua senza ringraziare!”. Bones
si volto’ di scatto, afferro’ la sua pistola e la punto’ contro
l’avversario, ma non ebbe il tempo di sparare che la canna dell’arma
da fuoco venne divisa in due da un veloce fendente. Mavek aveva mostrato
a tutti la sua abilita’ innata. Si mosse come un fulmine contro Bones,
lo mise a terra con una decisa spallata e conficco’ la lama della
spada nel pavimento in legno, sfiorando di pochi millimetri la guancia
sinistra del cowboy. “Ora
hai capito con chi hai a che fare, vero?” disse Mavek, sorridendo. “Signor…
Signor Marwen… io…”. Celia
trattenne a stento le lacrime. “Una
persona che fa piangere una ragazza e’ un vero mostro!” disse in
tono solenne lo spadaccino, rimettendo la sua arma nel fodero. “Io
difendero’ l’onore della signorina Celia, anche a costo della vita.
Lei e’ come un tesoro, e questo locale lo e’ per lei… come lo e’
per me!”. Bones
sussulto’ leggermente, rimanendo a terra. Si mise ad osservare il
soffitto sporco… osservava e pensava… pensava ed osservava. Faceva
sempre così quando qualcosa di interessante gli entrava in testa. “Tu
credi, eh…?”. Bones osservo’ attentamente la vecchia taglia dello
scomparso Jim, poi chiese: “E cosa mi sai dire di Marwen Mavek?”. “Ecco
fatto! Ho finito!” esclamo’ soddisfatto Brad, mettendo la pistola
sul bancone. Si gratto’ il mento rugoso, alzando gli occhi al cielo.
“Marwen lo spadaccino? So che da molti anni esercita la professione di
cacciatore di taglie, ma e’ da un anno che ha abbandonato dedicandosi
alla beneficenza. Con i soldi che ha guadagnato e’ riuscito a fare
molto. Pensa che ha acquistato un casolare e lo ha offerto ad una
giovane orfana. Hai presente il saloon della giovane Celia?”. Bones
mise la pistola nella fondina. Le parole del vecchio lo sorpresero non
poco. “Vuoi
dire che la giovane locandiera e’ stata aiutata da Mavek?”. “Proprio
così!” rispose Brad pulendosi le mani sporche di grasso. “A causa
dell’agguato dei fratelli Derry i genitori di Celia e suo fratello
sono morti, ma Mavek ha acquistato loro il casolare trasformandolo in un
bel saloon molto frequentato. Celia ed il fratello devono molto a Marwen
Mavek!”. “Ora
capisco… Ecco perche’ tanta riverenza!”. Monsters, pag.8 Improvvisamente
un uomo entro’ nel negozio, urlando: “La banda Derry! E’ tornata!
Presto, Brad! Dobbiamo fuggire!”. “Che
cosa?!. Il
vecchio prese velocemente le sue cose, raggiungendo l’uscita del suo
negozio. Bones chiese della giovane Celia. “Non
e’ voluta venire con nessuno! Voleva assolutamente cercare Mavek, che
ha intenzione di salvare la citta’ dai Derry!”. Bones
uscì lesto e imbocco’ una delle vie principali. Doveva fare in tempo. Monsters, pag. 15 Celia
correva come una matta alla ricerca di Marwen Mavek. Doveva
assolutamente trovarlo e costringerlo ad abbandonare quella pazza
impresa. Teneva molto al suo benefattore, e mai lo avrebbe abbandonato.
Aveva preso la decisione di essere sempre al suo fianco dal giorno in
cui lo conobbe. La ragazza si fermo’ prendendo fiato ed udì le urla
dei banditi. Erano arrivati! Capi’ che non era assolutamente il
momento di riposarsi e torno’ a correre. In pochi secondi imbocco’
la strada che l’avrebbe portata alla sua locanda, ma qualcosa la
fermo’. Di fronte al saloon l’intera Banda Derry era ferma e stava
accerchiando qualcuno. Celia li calcolo’ velocemente: erano circa
venti cavalli, gli uomini erano scesi, ma si stavano allargando per far
passare due uomini. La ragazza non riuscì a credere ai suoi occhi.
Assieme a Frank Derry vi era anche Marwen Mavek. I due stavano
discutendo animatamente. “Sono
contento di rivederti, caro fratellino!” disse Frank. “Come sono
stati questi due anni?”. “Un
vero inferno! Vedo che la banda e’ diminuita”. Monsters, pag.24 “La
locanda e’ questa?” domando’ il bandito. Mavek
rispose sorridendo: “Proprio così! Rimasta intatta dopo due anni. La
copertura ha funzionato bene!”. “Sicuro
non ci sia nessuno?”. “Stai
tranquillo! Ho passati giorni orribili qua dentro. C’era una ragazza
scocciante che parlava sempre con me…! Ho dovuto reggere il gioco sino
al vostro arrivo. Non ce la facevo piu’. Sai quante volte ho avuto la
voglia di ucciderla a sangue freddo? Per un anno intero ho dovuto
reprimere questo mio bruciante desiderio!”. I
governativi arrivarono nella tarda giornata, dopo che i cittadini di
Country Road rinchiusero in una cella Jim Derry. Fu ritrovata la
refurtiva, ma nessuno riuscì a capire chi fosse stato a salvare la
citta’. Fu ritrovato solo un avviso di taglia appallottolato sullo
stomaco di Jim Derry. L’avviso riguardava Bones J. Stone, il bandito
da otto milioni di dollari ricercato in tutti gli Stati Uniti. Il famoso
cowboy venuto dall’inferno… La Giuria del Concorso
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